mercoledì 30 dicembre 2009

L'arrivo



Bouguereau William - Dopo il bagno 1875


Come altre volte attendevo il tuo arrivo, il treno ancora non si scorgeva e passo dopo passo sul selciato della banchina scandivo la mia attesa. Emozioni di solitudine, lente, disperse nella luce ormai spenta del tramonto. In quel farsi sera c'era profondo il desiderio di te.
Tu lo sai null'altro mi ricompensa, ne le acque dolci del lago, ne il vociare allegro del borgo, solo il tuo arrivare mi prendeva il cuore.
Nell'angolo del tempo saliva la voglia di gustare la tua presenza, come una bruma forte, insistente, serale mi avvolgeva. Dentro un vapore di tenera inquietudine mi strinse, semplice sarebbe stato vivere d'annoiato, ma già ebbi fame e sete, fame delle tue labbra, sete dei tuoi baci.
Sete impura, ma ingenua e immensa, mi scorse tra le zolle della vita, quasi un urlo muto scalfì la mia calma, svanì il silenzio e tu scendendo dal treno già percorrevi i filari della nostra vigna, del nostro amarci. Avevi occhi grandi, una dolcezza timida e nascosta, nessun tratto del tuo incedere mi persi, lentamente abbozzasti un sorriso, ampio e due sottili rughe scavarono il tuo sguardo, semplice fu catturami così d'istinto. In quel breve spazio tra lago e cielo capii quanto avessi bisogno di te, qualcosa di nuovo ci stava cingendo, non ebbi malizia, ne ambizione, solo un tumultuoso e intimo mareggiare. Vidi il mio orizzonte, ti abbracciai teneramente, le tue labbra si posarono sulle mie, il tepore del tuo corpo già s'infilava nelle mie vene, senza volerlo i miei occhi morirono sulle forme morbide dei tuoi fianchi.
La mia mente era nuda, senza parole, ritto davanti a te, in balia del mio amarti, mi raggomitolai tra le tue braccia, il sapore di te fu sapore di lago, di terra, ci incamminammo verso casa certi che fino all'alba ci saremmo stretti nei sogni.  

giovedì 24 dicembre 2009

Le Spiagge del corpo




Bouguereau W. - Le due bagnanti 1884


Sulle spiagge
del tuo corpo
isola mia
vivo il mattino,
nel grembo del lago
ogni parola stringe,
tra sorsi di labbra
la strada avvince
il senso dell'animo.
Tra la mente dei corpi
il silenzio ha toni duri,
ammutoliti gli occhi
sfuma l'eco
nella vetrata d'alba,
stride il gusto
di bocche baciate,
sull'acqua degli dei
le sobrie dita
camminano

domenica 13 dicembre 2009

Come lucertola



E. Munch - Nudo (1913)





In questo mese di sole negato, l'ultima lucertola si è rifugiata, così io sto avvolto nell'apparente indifferenza, tormentato dentro, in cerca di un raggio di luce.
Disordinato, ma sincero, d'istinto faccio capriole tra pensieri, sento il vocio delle ore, bramo semplicità e mi chiedo come sono capitato tra le tue lenzuola.
Trafitto dal vento insistente che mi ha condotto a te, evito gli stagni della mente,
cerco il sorriso del fiore di loto.
Guardo il terso azzurro del cielo, sento il profumo del lago
e il silenzio dell'acqua ancora mi parla di te. Amo il tuo indugiare, i tuoi repentini cambiamenti, amo i tuoi errori, di te amo l'imperfezione,
amo la donna sbagliata, 
amo la tua intelligenza, amo la tua bellezza scombinata,
il tuo osare audace.


Amo il nostro mondo di piccole cose, amo il nostro stare insieme disordinato,
sparso nell'oceano dei giorni, amo la voglia che mi obbliga a cercarti,
amo il fuoco che mi dai,
amo, quando insieme, tra le coperte cerchiamo l'infinito. 

mercoledì 25 novembre 2009

Lusinghe





Nel cerchio del tempo
lusinghe di timida nebbia
sulla terra sbiadita.
Affogo tra lacci d’arguzia
ormai tu nuda nel letto
la stanza vuota, io spio
la tenerezza del tuo corpo
sale dentro il sapore
brucia la pelle
graffi con dita sottili.
Fiero il vento della carne
si fa gorgo audace
m’intrecci tra i fianchi
urlo la sete
la notte ha il colore
del tuo peccato.

sabato 21 novembre 2009

Ludovico Einaudi





Da tempo ascolto questo autore e nel suo suonare c'è una continua ricerca ed evoluzione. Può piacere o no la sua musica, ma non si può disconoscere la sua creatività artistica, la sua raffinata sobrietà di suono, note chiare, limpide. Una musica che è un viaggio intenso, essenziale, una musica di estrema intensità interiore, melanconico o tra onde di solitudine, è una ricerca continua dell'assoluto, un richiamo al silenzio mai banale e superficiale. In un mondo dove la musica è consumo a volte senza idee o peggio suono volgare, le sue note mi appaiono saldamente aggrappate a solide funi di una profonda etica musicale e intellettuale. L'utilizzo di pause, di silenzi, il quasi suo straziare le note, è una peculiarità del suo musicare, frutto di un percorso creativo profondo e solitario, individuale. Non credo si debba sempre fare confronti con altri pianisti, classificare ad ogni costo, ma capire quel che l'artista ci comunica nella sua completezza. Il mischiare suoni partendo da una consolidata base classica contaminandola con note di musica contemporanea, di sapore jazzistico e rock, porta ad una musica del divenire, mai scontata, dal tocco raffinato a volte perfino sofisticato.


Alcuni suoi album:
- Echoes
- Stanze
- Le Onde
- Divenire
- Nightbook

Sento il gusto della tua sete






Diradata  la nebbia, 
vedo i monti all'imbrunire,
il cielo libero 
ha gradini di seta.
Rinsecchiti, 
gli arbusti si prestano
alla morte del gelo.
La terra mia dorme
già con orgoglio,
spogli gli alberi, 
così  il tuo corpo
parla fino all’alba.
Nella stanza c’è poca luce
ti sono accanto, nascosto
tra le tue braccia, sento
il gusto della tua sete.
I tuoi occhi vivi
mi chiamano e io
annego nei tuoi fianchi.
Spogliati, di ogni pudore,
ci amiamo innocenti.

venerdì 20 novembre 2009

Solitudine di verità





Ti cercò ovunque, senza sosta, giorno e notte, correndo su scogli irti, tra sabbie calde di deserto, nella luce ceca e nel buio riottoso, senza demordere oltrepassò laghi profondi d’ipocrisia, risalì controcorrente fiumi impetuosi, non temette i gorghi maligni della vita, scavalcò nebbie di bugie improvvise, non fu sedotto da ricchezze prive di dignità, passò indenne tra stagni d’immoralità, si aggrappò alle funi di un’etica intellettuale ormai dissueta, spesso nuotò tra onde di solitudine, la fatica non lo fermò, capì che la vita non concede spesso doni, portò con sé ferite inconsolabili, vagò senza rinunciare allo sperare in quel che credeva, finché il vento gli entro negli occhi e la prima ruga diventò un ampio solco di sorriso, la sua voce si addolcì, prese un flauto tra le mani, lo portò alle labbra, fu un eco di gioia vitale, ti riconobbe, eri tu la dea bionda tanto cercata, la verità tanto ansimata. L’uomo dal viso comune capì, ti aveva appena trovata e già tu fuggivi altrove, lui travolto dal mito di Sisifo, di nuovo ti ricercava.

lunedì 16 novembre 2009

Nebbie di lago





Seduto al tavolo di un "Cafè", la mente estranea solca tra le ombre della luce di un lampione, nell’aria umida ricami dorati accendono la sera. Avido solfeggio il tempo con l’animo di un gentile rapace, stano dentro di me il destino, soffermandomi con lo sguardo sul ponte lì davanti, cercandoti, ancora ti aspetto.
Avrei voluto, liberarmi dai fardelli e in te cercare l’allegria, l’armonia dell’orizzonte, là dove cielo e terra divengono il sottile orlo del mondo.
Eccoti arrivare, 
con passo leggero e svelto, un abito che ti cinge, sobria eleganza, subito mi baci e ti siedi, già l’autunno è più dolce 
e il velo di nebbia sul tuo viso è già malizioso sorriso.
Parli, parli di noi, 
decisa, con piglio, stavolta la ragione è nuda, 
gesti morbidi, voce ferma, così mi regali un graffio al cuore. Agli angoli del tuo viso, due pieghe d’ombra, ti spieghi, parli di lui, di noi e poi ancora di lui, non so il perché, ti ascolto, conosco i filari del tuo spiegarsi, ma dentro mi hai già fatto a brandelli.
Tra le tue labbra schiuse vedo baci sciupati, 
i riflessi della tua ira, il tuo umore mutevole, 
vedo un gomitolo di litigi banali, lumi di passione, mi sento quasi geloso del tuo vivere con colore, delle tue tenere tempeste, 
assaporo l’ultima goccia di caffè, ti prendo per mano e ci allontaniamo sul lungolago.
Hai due occhi vivi, due saette accese, parli del nostro lasciarci e ritrovarci, siamo due zolle appena arate in balia di rapaci.
Quando sei così ti lascio sfogare, ti seguo, 
sembro naufragare, 
ma nell’apogeo, dal mio gheriglio so come raccogliere i baci buttati, 
so come albeggiare, poche parole per spronarti dentro.
Conosco te, il tuo animo e il tuo corpo, 
le tue ire e le tue dolcezze, so come viverti, so stringerti, accarezzare le tue brame, camminare al tuo fianco, sentire i brividi e il sapore della tua terra, l’odore dell’amore che mi mozza il fiato.  
E’ il tempo del vivere insieme, sono le notti, le albe, 
le lenzuola bianche consunte, il vedere i tuoi vestiti abbandonati sulla sedia la sera prima, che danno senso alla vita.
L’amore, ora so, ci invidia.

venerdì 13 novembre 2009

Quando la musica è ricerca di assoluto



Arturo Benedetti Michelangeli (1920-1995)


Suonava...
la musica era la sua vita, suonava non di tutto 
e non di frequente in pubblico,
amava Mozart, Liszt, Chopin, Ravel e Debussy.
Le note, limpide, pure, 
vere saette di musica discese dall'Olimpo.
Il suo tocco riconoscibile, puro,
 misterioso nella sua profondità e bellezza, 
lo sentivi e ti mozzava il fiato in gola.
Attese, silenzi, carisma e poi una pioggia lieve 
di note perfette, colori e sfumature cristalline,
interpretazioni tese sempre alla ricerca dell'assoluto.


Nel suo suonare nessun virtuosismo, 
solo un raffinato stile essenziale,
era unico, atipico, inimitabile.
La sua musica 
mi ha accompagnato e mi accompagna 
nelle ore di essenziale e solitaria interiorità.

venerdì 6 novembre 2009

Brilla l'Espero


Zhang Ziyi



Solitaria è la gazza
sui rami stecchiti,
umida è l'aria
vuota la campagna.
Calmi i faggi
pure le querce,
tra le fatue ombre
vivono ancora le fate.


Timido è il lago
brulla la terra,
la luna fredda
sta salendo,
brilla l'Espero,
con il desiderio
in gola, tenero
ti rubo un bacio,
il tuo corpo
mi tenta, seduto
 sui gradini del cielo 
amo i tuoi occhi 
accesi.

giovedì 22 ottobre 2009

Tra i sapori



Tra i sapori della terra
raccolsi
baci rifiutati,
spersa tra nebbie rapaci
un rantolo
ebbe la campagna.
Mi cibai di te
tra i solchi arati,
come in un gheriglio
mi abbandonai
nella brace dei tuoi occhi.
Ti guardai 
come se tu fossi
l'orlo del mondo
e la tua voce
dette allegria ai corpi


domenica 18 ottobre 2009

In cerca di Persefone





S'acquieta il sole
umida palpita l'aria,
drappi d'ombra
tra i filari spogli.
L'olmo lascia le foglie
con l'ultimo orgoglio.
Autunno, di casa,
è già sulle colline,
nei campi
sfumano i colori,
il vento strazia la luce .
In cerca di Persefone
Demetra soffre,
affranta è scesa
tra gli uomini e la terra
ha il sapore del silenzio.
Tu al mio fianco
il divenire guardiamo
nel lontano orizzonte.

mercoledì 14 ottobre 2009

Filo di Arianna


Quasi in disparte, al riparo dalle onde lunghe del lago, giocavo con la mente nella solitudine dei pensieri, il battito del cuore mi donava ansia di purgatorio. Tu eri lì, poco lontano a piedi scalzi sull'arena, ingannevole allegria, ti osservavo, vestita di bianco, coi fianchi delicati, i capelli ondulati e liberi, sagoma di un corpo attraente e poi quel malizioso e timido sorriso sulle labbra a cui non so resistere. A piccoli passi venivi verso di me. Capii subito che questo tuo “gioco leggero” mi avrebbe preso, i tuoi occhi scuri e profondi, calmi come il silenzio mi parlavano. Quante volte ci siamo annullati e poi ritrovati, parole giuste mischiate a urla insensate, sentimenti calpestati e consumati.
Ostinati, abbiamo corso ad occhi chiusi, siamo stati sordi alla poesia del vivere, galleggiato nel vuoto quando alla finestra c'era aria fresca..
Fughe e ritorni, quante volte nel labirinto della vita, sei stata il mio filo di Arianna.
Oggi le rughe sul viso solcano stagioni diverse d'età, Teseo ha fatto promesse e poi quante volte ti ha abbandonato a Nasso, e tu nell'isola della solitudine con ali leggere giocando con l'orizzonte lontano hai sempre saputo spiccare il volo, distinguere l'arcobaleno da un variopinto aquilone.
Io invidio questa tua passione d'amare, questo tuo desiderio di osare, tu sai essere libera, nessuno può possederti, fermarti, né sogni, né illusioni. Tu sei il tempo allegro dell'alba di una notte d'amore, tu vivi libera e in te mi ci ritrovo. Pudica e tenera, audace e blasfema, peccato e innocenza, cosa nascondi veramente nei drappi del tuo cuore? Sei tu mela asprigna, sei tu l'odore sanguigno di donna, sei tu selvaggia e raffinata che dai sapore alla vita. Quando appoggio con tenerezza il mio capo sul tuo ventre, ascolto il tuo silenzio, piano piano la tua brace parla alla mia brama, mi consumo e in quegli attimi so chi sei, ti riconosco.

lunedì 12 ottobre 2009

Tra i filari del tacere






















Maggie Cheung


Tra i filari del tacere
sento un urlo di silenzio,
è l'anima che danza
nel bosco del tempo.
L'ombra d'inquietudine
sale quasi fosse
nebbia ambrata,
nella poca luce scorgo
la sagoma del tuo corpo,
sola, passo dopo passo
giochi con la giostra dei pensieri,
io t'osservo, cercando
le parole giuste,
ricamando tra i chiaroscuri
i colori del ritrovarci.
Frusto l'anima scalza
fin quando un sorriso
mi scappa, c'è la luna
a farmi compagnia
e la mia notte ha l'alba
con le tue sembianze nel cuore.



sabato 3 ottobre 2009

Nebbie ambrate












Nebbie ambrate
d' inutile orgoglio.
Di te, soltanto
amo i contorni,
i baci velenosi,
la brace dei fianchi.


Muto
con l'anima scalza,
alla fine,
col silenzio dentro,
ti parlo
aspettando
quei baci che Catullo
chiese a Lesbia.


Io t'amo
con timidezza
tra i tuoi seni,
sento il peso lieve
delle parole mai dette.






lunedì 13 luglio 2009

L'equivoco



A volte, guardo il lago
solo
so di ascoltarmi,
vivo il giorno
e le sue pianure,
arriccio il tempo
tra albe e tramonti.
Abbiamo il destino
degli amanti
col fiato sospeso.
Giasone l'eroe
Medea la principessa,
l'eterno equivoco
tra uomo e donna.
L'esistenza non è mai
se stessa.
Abbraccio l'estate
del tuo corpo,
sulla spiaggia di baci
vorrei che il giorno
non andasse via.





lunedì 6 luglio 2009

Spiga di grano



...una spiga
in tempo di magra
è una promessa
di abbondanza...

martedì 30 giugno 2009

Il Merito della Mediocrità




Oggi a Viareggio un' immensa tragedia nazionale e il nostro Presidente al San Carlo va a ballare spensierato. Qualcuno lo fischia e questa è la sua reazione.


L'uomo giusto per la mediocrità della maggioranza degli italiani.
C'è solo da vergognarsi, a che livello sono arrivati i nostri uomini di stato.




LEADER di degrado morale ed etico

lunedì 29 giugno 2009

Film d'autore


Angel-A di Luc Besson (2005)



Un raffinato e intimo tributo, un omaggio alla città di Parigi, un manifesto estetico che dona libertà e spazio, che lascia alle spalle le strette vie del passato per aprirsi con speranza in un ampio presente. Un " bianco e nero " d'autore che attraversa scavando e scovando miti e luoghi cult della capitale francese.
Un uomo disperato, incapace di prendersi cura di se compierà l'unico gesto di coraggio della sua vita salvando dalle acque della Senna una ragazza di eterea bellezza, gli opposti che si incontrano. Lei per sdebitarsi diverrà il suo "angelo custode".
Una fiaba moderna, delicata, profonda, capace di far riflettere sulla morale e il valore della vita. Alla fine sia l'angelo che il suo protetto s'accorgeranno di non poter far meno uno dell'altro, l'acqua sarà elemento di purificazione e la speranza l'alba di un nuovo percorso.

Cast: Rie Rasmussen e Jamel Debbouze


sabato 27 giugno 2009

Le stagioni del pensiero




Nell’oceano
dalle correnti contaminate
fluttuano onde di pensieri
pieghe
di macchine desideranti
Nel nulla selvaggio
ascolto un grido
a volto nudo
essenziale
squarcio cruento
d’anima migrante


Il divenire


Oltre confine
il fuori
caos seducente
libera il desiderio
dalle catene del dominio
dell’identità
conscio sarà
il pensare assoluto.

venerdì 26 giugno 2009

Stasera

William Blake - Newton


E' l'imbrunire,
il vento muto scioglie
l'ombra della luce.
Solo, sorseggio lo spazio
tra lago e monti,
del passero il frullo s'accheta,
nel cielo del tempo
mi aspetto.

So, di ascoltarmi
vivo albe e tramonti,
l'esistenza, ragazza in fiore,
non è mai se stessa,
nato dal niente
corro nell'assurda
antinomia della vita.
Io e te siamo
argine alla grandine,
stasera
guarderò la luna
con te sulle ginocchia.

Da ragazzo


CentraRenato Guttuso - nudo di donna



Da ragazzo

mi arrampicavo

cercando l'orizzonte,

se si ama si vuole

sempre l'infinito.

E' giugno e

cerco il tramonto,

l'istante in cui

il demone afferra

il cielo e la terra.

Poi, la sera

invita la notte,

il suono del silenzio,

appoggiato

al davanzale della vita

vivo il tempo,

mi par allora

di ascoltare la tua voce,

è corda di violino

mi racconta di te.

Danzano gli dei

nei campi di luna,

domani il sole sarà

alto tra i filari

della vita.






domenica 21 giugno 2009

Antichi fuochi


Renato Guttuso - Figura Femminile 1985






Di luce
arde il cielo,
antichi fuochi
nell'apogeo.
Spighe mature
ammiccano
timidi fiordalisi.
Un bacio
di rugiada
sulle labbra
di grano.


Salomé
nuda e dannata
danza
attorno un falò
nel solstizio d'estate.


Orto
di terra calda
ho sete
dei tuoi fianchi,
ho fame
d'ombra solcata
dalla luna.
Hai l'aroma
di ciò
che amo,
io vivo
la tua viva terra.