sabato 27 febbraio 2010

Il sapore intenso della terra




Il lago ha l'acqua
dei tuoi occhi profondi,
quanti sogni miei
sono nati tra le tue labbra.
Tu sei il sapore intenso
della terra appena arata,
il profumo naturale
di un campo di grano.

Terra di desideri
hai braccia aperte,
come il mare e il tempo
sai d'infinito.
Ho dormito con te
e l'anima mia
ti viene a cercare,
abbracciami e baciami
con la sete di una volta,
il tuo corpo nudo
mi sta chiamando
e io non so attendere.

venerdì 26 febbraio 2010

Sai...




Sai, forse tu non sai,
ma io amo
vederti quando dormi,
vedo i tuoi occhi chiusi
le tue gote smorte
le tue labbra stanche,
mi piaci così
quando dormi nel silenzio
coi capelli abbandonati
sul cuscino.

Ogni notte ti guardo
e mi piaci tanto,
vorrei baciarti e toccarti,
lì al tuo fianco
sento il calore del tuo corpo,
il sussurro del ventre,
tu mi bruci dentro
e il cuore mi si sgrana,
ma lascio che sia
l'alba ad accarezzarti.
Sto lì fermo a guardarti,
finchè stanchezza m'arriva,
allora vorrei dirti tante cose,
ma nulla ho d'aggiungere
alla tua rosea dolcezza.

mercoledì 24 febbraio 2010

La dove il lago




Là dove il lago diviene cielo, una nebbia leggera 
gioca a nascondino.
Sottile il sorriso del sole, un mattino timido di luce 
si ripara tra i rami spogli e infreddoliti.
La terra ha pieghe dolenti,
zolle brulle e dure
 accarezzate dallo sbattere lieve delle onde.

Amore mio,
 io e te in queste ore lise di luce  
con la pelle appena accesa dalla passata notte,
seduti ai bordi del letto, come bimbi smarriti, 
guardiamo
 oltre i vetri cercando un battere d'ali della nostra vita.
Sottili pensieri ci avvolgono in un muto
velo di silenzio, eppure noi capiamo
il suono di parole dolci, pensate, desiderate, 
amate e mai dette.

Fuori odo il lago fremere,
i bisbigli della solitudine, il penare
di folaghe e germani che abitano il freddo.
Un senso di quiete, quasi religioso, invade
i campi, tutto tace, l'attesa 
invade gli animi. 

E io, io mi perdo nel guardarti, tra le lenzuola
ancora calde, ho l'attimo negli occhi, sento il battito del tempo,
senza fretta cerco un bacio,
sento la tua voce, un brivido, 
forse un dondolio,
poi il calore del tuo corpo, un soffio tenero
mi scioglie dentro gli ultimi deliri.
In questo angolo di tempo, 
così semplicemente mi vinci
i tuoi gesti m'inteneriscono, cadono le ultime scaglie d'orgoglio,
scalzo sento il sapore della terra
mi stringo a te 
le tue braccia sono gheriglio 
mi sento a casa,
 ti guardo ancora 
 sul tuo viso un varco di gioia.  

domenica 14 febbraio 2010

Occhi mansueti

Maggie Cheung


Quegli occhi
mansueti zirlano
un'aurora di labbra
seta vissuta
morbidamente rivissuta
groviglio
di bellezza venata

La voce afona
affoga l'attesa
corrono le dita
là dove 
pelle riarde
impudico il ventre
sussulta 
al sordo brivido
Finalmente
un sorso colmo
d'infinito