Ti cercò ovunque, senza sosta, giorno e notte, correndo su scogli irti, tra sabbie calde di deserto, nella luce ceca e nel buio riottoso, senza demordere oltrepassò laghi profondi d’ipocrisia, risalì controcorrente fiumi impetuosi, non temette i gorghi maligni della vita, scavalcò nebbie di bugie improvvise, non fu sedotto da ricchezze prive di dignità, passò indenne tra stagni d’immoralità, si aggrappò alle funi di un’etica intellettuale ormai dissueta, spesso nuotò tra onde di solitudine, la fatica non lo fermò, capì che la vita non concede spesso doni, portò con sé ferite inconsolabili, vagò senza rinunciare allo sperare in quel che credeva, finché il vento gli entro negli occhi e la prima ruga diventò un ampio solco di sorriso, la sua voce si addolcì, prese un flauto tra le mani, lo portò alle labbra, fu un eco di gioia vitale, ti riconobbe, eri tu la dea bionda tanto cercata, la verità tanto ansimata. L’uomo dal viso comune capì, ti aveva appena trovata e già tu fuggivi altrove, lui travolto dal mito di Sisifo, di nuovo ti ricercava.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)


Nessun commento:
Posta un commento