mercoledì 24 febbraio 2010

La dove il lago




Là dove il lago diviene cielo, una nebbia leggera 
gioca a nascondino.
Sottile il sorriso del sole, un mattino timido di luce 
si ripara tra i rami spogli e infreddoliti.
La terra ha pieghe dolenti,
zolle brulle e dure
 accarezzate dallo sbattere lieve delle onde.

Amore mio,
 io e te in queste ore lise di luce  
con la pelle appena accesa dalla passata notte,
seduti ai bordi del letto, come bimbi smarriti, 
guardiamo
 oltre i vetri cercando un battere d'ali della nostra vita.
Sottili pensieri ci avvolgono in un muto
velo di silenzio, eppure noi capiamo
il suono di parole dolci, pensate, desiderate, 
amate e mai dette.

Fuori odo il lago fremere,
i bisbigli della solitudine, il penare
di folaghe e germani che abitano il freddo.
Un senso di quiete, quasi religioso, invade
i campi, tutto tace, l'attesa 
invade gli animi. 

E io, io mi perdo nel guardarti, tra le lenzuola
ancora calde, ho l'attimo negli occhi, sento il battito del tempo,
senza fretta cerco un bacio,
sento la tua voce, un brivido, 
forse un dondolio,
poi il calore del tuo corpo, un soffio tenero
mi scioglie dentro gli ultimi deliri.
In questo angolo di tempo, 
così semplicemente mi vinci
i tuoi gesti m'inteneriscono, cadono le ultime scaglie d'orgoglio,
scalzo sento il sapore della terra
mi stringo a te 
le tue braccia sono gheriglio 
mi sento a casa,
 ti guardo ancora 
 sul tuo viso un varco di gioia.  

1 commento:

  1. E’ indescrivibile l’emozione che si prova leggendoti.
    I pensieri scivolano dentro l’anima… vogliono materializzarsi… non li si può trattenere.
    Sei davvero fantastico.
    Ti abbraccio
    Emy

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